Walter Ferrari Parco Agricolo Sud Milano - Walter Ferrari Fotografo

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Prefazione

Tutti i sindaci hanno un sogno: far appassionare i propri cittadini alla propria città, almeno quanto lo si è in prima persona. Non è sempre facile. La città di Peschiera Borromeo non è una città semplice da capire e da amare, urbanisticamente complessa e storicamente eterogenea. Ma c’è un fil rouge che unisce nord e sud, est e ovest del nostro comune: il Parco Agricolo Sud Milano. Peschiera Borromeo ne è pervasa nel proprio territorio, ne è influenzata nella propria storia. Una risorsa verde e agricola alla quale negli anni siamo riusciti a non rinunciare e che, nonostante le antiche e recenti speculazioni edilizie, mantiene il predominio all’interno dei nostri confini.
C’è un peschierese che da anni si occupa di mantenere vivo e alimentare l’amore dei peschieresi verso il Parco e soprattutto verso il piccolo paradiso dell’Oasi Carengione, che si colloca proprio al centro del territorio cittadino. Quel peschierese è proprio Walter Ferrari. Raramente in questi anni ho conosciuto un uomo tanto appassionato e innamorato del territorio che ci ospita. Ancor più raramente ho vissuto a contatto con qualcuno che avesse un desiderio tanto ardente di diffondere la cultura e la conoscenza di questo ambiente tra i giovani e i meno giovani. Solo nel suo caso mi è capitato di ricevere un supporto disinteressato e totale nell’impegno a recuperare e a valorizzare il nostro territorio.
Con orgoglio ho insignito Walter Ferrari nel 2016 della benemerenza cittadina, il Basilisco d’Oro, perché al di là della sua attività di scrittore, giornalista, guardia ecologica volontaria, divulgatore scientifico e fotografo naturalista, il suo impegno possa essere da sprone ed esempio per i nostri concittadini, un esempio vivente di come si possa essere testimoni tutti i giorni di un profondo senso civico ambientale e naturalistico. Questa consapevolezza e questo impegno sono assolutamente necessari se desideriamo che i nostri figli e nipoti possano godere di questo straordinario ambiente del Parco Agricolo Sud Milano anche in futuro.

Dott.ssa Caterina Molinari
Sindaca di Peschiera Borromeo
Presentazione

Dopo aver scritto “Alberi di Peschiera Borromeo”, “Arbusti di Peschiera Borromeo”, “Fiori spontanei di Lombardia”, “Fontanili di Lombardia”, prende luce l’ultima fatica “Parco Agricolo Sud Milano”.
Trattasi di un libro fotografico, realizzato su DVD, che  riproduce  flora, fauna, paesaggi, agricoltura e monumenti storici tra i più belli da me visitati nell’arco di una decina  d’anni nei 61 comuni facenti parte del Parco Agricolo Sud Milano, avente unicamente lo scopo quello di far conoscere  a più persone  il parco nei suoi vari aspetti.
Il Parco Agricolo Sud Milano, istituito con legge regionale n. 24 del 1990, oggi sostituita dalla legge regionale n. 116 del 2007, e affidato in gestione alla Città Metropolitana di Milano,  occupa circa 47.000 ettari nella zona sud  della Provincia di Milano ed interessa un’area densamente popolata ed industrializzata, con circa 2 milioni di abitanti.
Il territorio del parco comprende le aree agricole e quelle a vocazione naturalistica di 61 comuni, tra cui Milano, ed è attraversato da una fitta rete irrigua che ne costituisce uno  degli elementi caratterizzanti. Gran parte della superficie è interessata da coltivazioni agricole, quali riso, cereali, foraggio e pioppo, mentre le aree di interesse naturalistico, rappresentate soprattutto da boschi e zone umide, sono generalmente di piccola estensione.
Le finalità del  Parco Agricolo Sud Milano, così come indicate dalla legge regionale, sono:
-la tutela ed il recupero paesistico e ambientale delle fasce di collegamento tra città e campagna, nonché la connessione delle aree esterne con i sistemi verdi urbani;
-l’equilibrio ecologico dell’area metropolitana;
-la salvaguardia, la qualificazione ed il potenziamento delle attività agro-silvo-colturali, in coerenza con la destinazione dell’area;
-la fruizione culturale e ricreativa  dell’ambiente da parte dei cittadini.
Fra le aree di maggiore interesse naturalistico  ho  visitato: la Riserva Naturale Fontanile Nuovo di Bareggio  e la Riserva Naturale Sorgenti della Muzzetta di Rodano e Settala, caratterizzate dalla presenza di fontanili e boschi ripali; il Bosco di Cusago, anch’esso individuato come riserva, e il Bosco di Riazzolo a Corbetta, ultime testimonianze delle foreste planiziarie che un tempo ricoprivano il territorio; il Lago Boscaccio, a Trezzano sul Naviglio per l’avifauna; la  Riserva Naturale Oasi  di Lacchiarella e la Zona Umida di Pasturago, interessanti aree palustri con canneti e superfici allagate; il Lago di Basiglio, la Garzaia di Gnignano a Carpiano;  il Lamberin di Opera, lanca del Lambro meridionale con lembi di bosco igrofilo, Oasi Carengione di  Peschiera Borromeo, area di interesse naturalistico, Parco dei fontanili di Rho, Oasi Smeraldino di Rozzano, il Bosco di  Montorfano a Melegnano caratterizzato dalla flora.
A questi  siti  sono da aggiungere un gran numero di fontanili, rogge, canali, laghetti, marcite, che costituiscono un patrimonio naturalistico di notevole rilevanza da proteggere e valorizzare.
Tra i  fontanili di maggior  pregio, peraltro già riportati nel mio precedente libro “I fontanili di Lombardia” vi sono: Fontanile Gambarone a Peschiera Borromeo; Fontanile Rile e Fontanile 4 Ponti a Settala; Fontanile San Michele a Liscate; Fontanile Nuovo a Bareggio; Fontanile Palazzolo a Rodano; Fontanile Castelletto a Pioltello; Fontanile Saretta a Vittuone; Fontanile Certosa a Milano.
Pregevoli elementi di carattere storico e culturale caratterizzano l’intero territorio del Parco e trovano la loro massima espressione nelle Abbazie di Calvenzano a Vizzolo Predabissi, Viboldone a San Giuliano Milanese, Mirasole a Opera e Chiaravalle  a Milano   con l’annesso Mulino recentemente ristrutturato, nonché nei castelli di Binasco, Cusago, Melegnano, Milano, Peschiera Borromeo, Rosate e Tolcinasco.
Per quanto riguarda i Mulini  sono riportati quelli  di Chiaravalle, Mediglia, Peschiera Borromeo e Colturano.
Di notevole importanza le Ghiacciaie di Mediglia,  Cornaredo,  Albairate, Vignate, Peschiera Borromeo,  Cascina Vione a Basiglio, Villa Invernizzi a Rodano, Cascina Castello a Settala, Cascina Roverbella a Pantigliate, Cascina di Mezzo a Liscate, Cascina  Forestina a Cisliano.
Per quanto concerne la Flora vi sono alberi importanti  e significativi, espressione della tipicità delle zone naturali del  Parco :  Farnia, Pioppo, Carpino bianco, Cerro, Olmo Campestre, Acero campestre, Platano, Robinia, Gelso, Bagolaro, Ciliegio selvatico, Salice bianco, Ontano nero, Noce, Frassino, Tiglio.
Specie arbustive più comuni: Sambuco nero, Nocciolo, Corniolo, Biancospino, Evonimo europeo, Frangola, Ligustro, Nespolo, Oleandro, Palla di neve, Sanguinello, Lantana.
Alcuni tipi di fiori: Viola mammola, Campanellino invernale, Pratolina, Calta, Aglio orsino, Borragine, Cimbalaria, Dente di cane, Favagello, Ibisco vescicoso, Iris acquatico, Papavero, Pervinca minore, Polmonaria, Rosa selvatica, Salcerella, Scilla bifoglia, Silene bianca, Taràssaco, Veronica comune, Viola bianca.
La Fauna è rappresentata da diversi mammiferi, tra i quali:  Lepre, Capriolo, Nutria, Volpe, Riccio, Coniglio selvatico, Minilepre, Faina, Donnola, Scoiattolo rosso, Scoiattolo grigio,Tasso; da varie specie di  uccelli:  Aironi vari, Poiana, Gheppio, Merlo, Picchio verde, Picchio rosso, Colombaccio, Cavaliere d’Italia, Cicogna,  Cigno bianco, Cigno nero, Fagiano, Rondine, Ibis sacro ed altri.
Il libro è composto da 100 foto di Flora, 100 foto di Fauna, 100 foto di Paesaggi, 100 foto di Agricoltura, 100 Video.
Dedico questo libro ai miei nonni  Giuseppe e Agnese, Alessandro e Erminia; e ai bisnonni Antonio e Maria, Francesco e Giovanna.
Walter Ferrari
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